Nel corso dell’ultima adunanza del Consiglio regionale, il gruppo consiliare del Rassemblement Valdôtain ha partecipato in modo attivo e propositivo all’esame del disegno di legge n. 185, che introduce importanti modifiche alla normativa urbanistica valdostana (l.r. 11/1998), presentando quattro emendamenti e due ordini del giorno, uno dei quali approvato dall’Aula.
Il disegno di legge ha indubbiamente introdotto novità significative, rispondendo ad alcune esigenze di aggiornamento tecnico e normativo emerse negli ultimi anni. Tuttavia, la nostra valutazione, pur costruttiva, rimane critica rispetto alla portata generale della riforma, che a nostro avviso risulta incompleta in assenza dell’aggiornamento del Piano Territoriale Paesaggistico (PTP), come peraltro riconosciuto dallo stesso Assessore nel corso del dibattito. Un aggiornamento che, purtroppo, non sarà realizzato entro la fine dell’attuale legislatura.
Tra le modifiche più discusse figura l’articolo 51, che consente ai Comuni individuati come “grandi stazioni turistiche” di sospendere, per un periodo massimo di 24 mesi, l’applicazione del cosiddetto “Piano casa”. Pur comprendendo le istanze espresse da realtà come Courmayeur e Valtournenche, riteniamo che una sospensione limitata a uno solo degli strumenti urbanistici più utilizzati per la riqualificazione edilizia rischi di generare squilibri nel mercato immobiliare. Proprio per questo motivo abbiamo proposto l’emendamento n. 4, finalizzato all’introduzione di un articolo 51-bis volto a disciplinare in modo organico anche strumenti come gli accordi di programma, che, insieme ai PUD, sono spesso alla base di interventi volumetrici ben più rilevanti.
Limitare esclusivamente l’applicazione del Piano casa, lasciando invece intatti altri canali di espansione urbanistica, significa, di fatto, favorire interventi di maggior portata, con il rischio di accentuare le disparità tra piccoli proprietari e grandi operatori. Riteniamo necessario avviare una riflessione più ampia e trasparente, che tenga conto della reale pressione insediativa nei territori a forte vocazione turistica, evitando approcci frammentari e disomogenei.
Un’attenzione particolare abbiamo inoltre riservato al rischio di elevata discrezionalità derivante dall’applicazione della lettera b) del comma 2 dell’articolo 51, che potrebbe portare a prassi applicative divergenti per singole aree territoriali considerate. Riteniamo pertanto fondamentale che la delibera di Giunta chiamata a definire le linee guida di applicazione sia fondata su criteri quanto più possibile oggettivi e uniformi, in grado di ridurre margini di arbitrarietà e garantire equità di trattamento tra i diversi casi.
Gli altri emendamenti presentati dal gruppo RV hanno riguardato:
- la semplificazione delle procedure di sanatoria per gli edifici realizzati prima del 1967 (emendamento 1);
- l’introduzione di una dichiarazione tecnica sostitutiva in luogo dei pareri regionali per interventi localizzati in aree a rischio ma privi di effettivo impatto (emendamento 2);
- la possibilità di sanare le difformità edilizie di una singola unità immobiliare in condominio, senza estendere obbligatoriamente la sanatoria all’intero edificio (emendamento 3).
Pur non essendo stati accolti, riteniamo che gli emendamenti abbiano contribuito ad arricchire il confronto in Aula e in Commissione, evidenziando criticità concrete e suggerendo soluzioni che potranno rivelarsi utili nella futura elaborazione delle circolari applicative del disegno di legge 185.
Continueremo a vigilare affinché l’attuazione delle nuove disposizioni non produca effetti distorsivi o iniqui, e affinché il prossimo aggiornamento del PTP consenta finalmente una visione complessiva, coerente e strategica della pianificazione territoriale della nostra Regione.




