Nel fine settimana del 3 e 4 maggio si svolgerà il Rally Valle d’Aosta, giunto alla sua 46° edizione; una gara affascinante e spettacolare, in grado di attrarre costantemente numerosi iscritti ed appassionati di ogni età lungo le prove speciali della nostra Regione.

Il rally è uno sport molto importante perché, prolungandosi per diversi giorni, genera ottime ricadute ed indotti sul territorio, sia dal punto di vista turistico che economico. Noi di Rassemblement Valdôtain infatti crediamo fortemente in questi grandi eventi sportivi, avendo più volte ribadito il loro ruolo strategico e di richiamo per la promozione e la valorizzazione della nostra Regione. Inoltre, l’individuazione del periodo ai primi di maggio è particolarmente apprezzata in quanto permette un’ulteriore estensione della stagione turistica.
La gara presenta importanti novità, tra cui il gradito ritorno di una prova speciale in notturna, dove il rombo dei motori è accompagnato dai grandi fasci luminosi delle fanaliere, e il rientro della storica sede di partenza e arrivo nella cittadina termale di Saint-Vincent in Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto che mancava dall’ormai lontano 2012, anno in cui si svolse l’ultima edizione del rally prima della sua ripresa nel 2022.


Il Rally Valle d’Aosta si articolerà dunque sue due tappe.
Nella prima tappa, sabato 3 maggio, gli equipaggi affronteranno due passaggi sulla “Nus-Verrayes” di 11,55 km: il primo alle ore 17:03 ed il secondo in notturna alle ore 21:10 (ultimo utilizzo di questa prova: 2023; record Elwis Chentre-Igor D’Herin su Skoda Fabia Evo Rally2 in 7’56’’.7)
Si tratta di una prova completa sotto ogni punto di vista che alterna tratti molto veloci a passaggi tecnici. Si parte con una suggestiva inversione a destra in salita che immette sulla regionale di Saint-Barthélemy, i successivi quattro chilometri circa sono molto larghi e veloci; qui la traiettoria e l’efficienza del motore sono indispensabili. Il tratto cronometrato, raggiunto l’abitato di Petit Fénis, abbandona la strada regionale per continuare con un misto veloce in falsopiano a carreggiata dimezzata per circa due chilometri fino al villaggio di Lavenche Dessous, dove la prova prosegue sulla sinistra, inerpicandosi su di una stradina molto stretta, insidiosa, per via dello sporco presente soprattutto dopo il primo passaggio, e tecnica, con spettacolari tornanti ad angolo in cui è praticamente impossibile non tirare il freno a mano per intraversare l’auto. Dopo questi due chilometri impegnativi si raggiunge l’abitato di Hers da cui inizia la discesa verso Verrayes. Si tratta di una discesa di tre chilometri veloce, specialmente nel tratto finale, impreziosita da emozionanti tornanti e dalla difficile, ma al contempo bellissima, inversione destra che immette sulla regionale di Verrayes in cui si trova il fine prova.

La seconda tappa del rally, domenica 4 maggio, prevede la disputa di due prove speciali da ripetersi per due volte. Queste sono la “Saint Vincent-Emarèse” di 10,40 km, primo passaggio ore 9:29 e secondo passaggio ore 14:10 (prova inedita; nessun record), e la “Saint Marcel-Fénis” di 14,80 km, primo passaggio ore 10:32 e secondo passaggio ore 15:13 (ultimo utilizzo di questa prova: 2024; record Elwis Chentre-Igor D’Herin su Skoda Fabia Evo Rally2 in 11’03’’.7)
La “Saint Vincent-Emarèse” , pur essendo un tratto cronometrato inedito, ricalca la prova di “Emarèse” di 14,79 km utilizzata fino all’edizione del 2005, con la sola differenza della zona di arrivo, situata ora in corrispondenza del cimitero di Emarèse, mentre vent’anni fa la prova terminava al bivio della comunale che porta al villaggio di Chenal. Si tratta di una speciale da pistaioli perché è indispensabile mantenere una traiettoria corretta considerata l’ampiezza della carreggiata. La prova parte dall’abitato di Moron e prosegue in salita sulla larga e veloce regionale del Col di Joux per cinque chilometri. Poco sopra le antenne di Salirod, un luogo paesaggisticamente favoloso da cui è possibile ammirare l’intera media valle, si gira a destra, proseguendo sulla veloce regionale di Emarèse per due chilometri circa fino all’abitato di Ravet, dove iniziano i restanti quattro chilometri di discesa, un po’ più tecnici, ma comunque rapidi. L’arrivo è molto spettacolare, in quanto termina su di un tornantone sinistro dove non mancheranno di sicuro le spazzolate.

La “Saint Marcel-Fénis” è la prova più spettacolare ed insidiosa della manifestazione, sicuramente determinante per le posizioni finali di classifica, e che ha mantenuto intatte le caratteristiche tecniche dei rally d’antan. La speciale parte dal villaggio di Réan, salendo per sette chilometri circa fino al celebre dosso di Champremier, con tratti stretti veloci, ma al contempo caratterizzati, specialmente dopo l’abitato di Seissogne, da un fondo irregolare e da ampi tagli su cui è molto facile forare. Dopo il salto e il successivo passaggio a perdifiato nella compressione tra le case di Champremier, la prova prosegue in discesa per circa sette chilometri nel bosco di Fénis, reso “rallysticamente” famoso per la carreggiata stretta, sporca, viscida in cui è molto facile “picchiare” e che permette a coloro che dispongono di auto meno potenti di poter segnare ottimi tempi grazie alle loro abilità, al loro “pelo” e coraggio e alla concentrazione e strategia dei navigatori.
Il 46° Rally Valle d’Aosta funge da secondo dei sette appuntamenti della Coppa Rally Zona 1, comprendente naturalmente Valle d’Aosta e le province di Torino, Biella, Verbania, Novara e Cuneo. Al termine di questo campionato i migliori classificati, ovvero i primi tre dell’assoluta e i primi di ogni classe, si sfideranno nella finale di Coppa Italia al Rally di Messina, trovandosi a combattere, agonisticamente parlando, contro i più forti delle restanti nove zone. Un’altra importante validità per il nostro rally e che aggiunge un tocco di internazionalità è il Trophée Alpin: un campionato articolato su tre gare, Valle d’Aosta, Chablais e Valais in Svizzera, riservato alle auto con due ruote motrici, nato con l’intento di sottolineare la storica amicizia che lega i valdostani con i vallesani e di promuovere i rispettivi territori attraverso il rally.
Noi di Rassemblement Valdôtain siamo pronti per il Rally Valle d’Aosta, una gara dal passato glorioso, capace di attirare campioni del calibro di Sandro Munari, Attilio Bettega, Miki Biasion, Dario Cerrato, Bruno Saby e di ospitare campionati quali l’europeo (dal 1981 al 1983 e nel biennio ‘87-’88), l’italiano assoluto (dal 1977 al 1990), l’italiano Aperol (dal 1991 al 1994), l’italiano 2 litri (dal 1995 al 2000) e il Trofeo Rally Asfalto (dal 2001 al 2012), senza dimenticare la validità per il campionato svizzero dal ‘92 al ‘94.
Buon divertimento, andate forte e arrivederci al 3-4 maggio!
Christian Bridda e Dennis Brunod




