La Valle d’Aosta si confronta oggi con un dato demografico ineludibile: gli indici di vecchiaia, di dipendenza strutturale e di ricambio generazionale sono in costante crescita, a testimoniare un aumento continuo della longevità dei suoi abitanti. Sebbene non compaia tra le prime regioni per aspettativa di vita, il progressivo invecchiamento della popolazione richiede un ripensamento delle politiche sociali e sanitarie, al fine di garantire non soltanto cure e assistenza, ma anche opportunità di partecipazione e di benessere.
La proposta di legge regionale n. 126, presentata nel novembre 2023 dal consigliere Claudio Restano del gruppo Rassemblement Valdôtain, ha ottenuto, con alcune modifiche richieste dalla commissione consiliare, il via libera dal Consiglio regionale e ora costituisce il nuovo quadro normativo per l’invecchiamento attivo in Valle d’Aosta. Con i suoi 17 articoli, essa mira a valorizzare il ruolo degli anziani nella comunità e a promuovere la loro partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale del territorio.
Nel contesto valdostano, è il Dipartimento Politiche Sociali – operante sotto l’egida dell’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali – a coordinare indirizzo, finanziamento e controllo dei servizi rivolti agli anziani, in sinergia con enti locali, associazioni e altri stakeholder. Tradizionalmente, però, il quadro normativo si era basato su leggi datate, di impronta assistenzialista (l.r. 93/1982 e l.r. 15/1984), che non contemplavano esplicitamente il concetto di invecchiamento attivo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto nel 2002 la nozione di “invecchiamento attivo” come processo che ottimizza opportunità di salute, partecipazione e sicurezza, contribuendo a migliorare la qualità di vita delle persone anziane. È un modello che valorizza il coinvolgimento formale (lavoro, volontariato, educazione permanente) e informale (hobby, turismo, relazioni sociali), scelto liberamente dall’individuo. Numerosi studi confermano che un invecchiamento attivo favorisce non solo il benessere fisico e psicologico, ma rappresenta uno strumento di prevenzione efficace per ridurre l’insorgere di fragilità e patologie croniche. In sintesi, l’ Invecchiamento Attivo è un mezzo per aspirare ad un Invecchiamento in Salute.
A livello nazionale, dal 2019 una collaborazione triennale — rinnovata nel 2022 tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e l’IRCCS INRCA — ha dato vita a un coordinamento multilivello volto a elaborare “buone politiche” di invecchiamento attivo, coinvolgendo ministeri, regioni, società civile e ricerca. Una consultazione del maggio 2020 aveva però evidenziato l’assenza di riferimenti all’invecchiamento attivo nelle norme regionali valdostane.
Le buone pratiche territoriali non mancavano: progetti intergenerazionali avviati fin dagli anni novanta, scambi di competenze tecnologiche tra giovani e anziani, iniziative di volontariato e tutoraggio. Ma rimaneva evidente la mancanza di coordinamento, monitoraggio e riconoscimento istituzionale, oltre a una strategia completa che includesse approcci di genere, ingresso e uscita dal mercato del lavoro, e transizione al pensionamento.
La legge sull’Invecchiamento Attivo colma finalmente questo vuoto: introduce misure di sostegno all’auto-organizzazione, al volontariato, alla cittadinanza attiva e allo sviluppo di reti sociali, in collaborazione con enti locali, AUSL, strutture residenziali, istituzioni scolastiche e universitarie, nonché associazioni di rappresentanza degli anziani. Gli ambiti d’intervento spaziano dalle politiche familiari alla formazione permanente, dalla prevenzione sanitaria al contrasto delle discriminazioni, dalla cultura al tempo libero. Si tratta di una legge nuova, innovativa che possiamo definire una legge-quadro che tenta di fare sistema di tutte le importanti politiche sino ad oggi messe in campo
In un’Europa sempre più longeva — e con l’OMS che stima che entro il 2050 una persona su cinque nel mondo supererà i 60 anni — legiferare sull’invecchiamento attivo non è più un’opzione, ma una necessità. Favorire la crescita personale, la progettualità e l’esperienza di vita degli anziani significa investire sulla salute collettiva, contenere la spesa sociosanitaria e trasformare una sfida demografica in un’opportunità di coesione e sviluppo per l’intera comunità valdostana.
“Chi la dura la vince”: chi non si arrende davanti alle difficoltà riuscirà ad ottenere ciò che vuole. È con questo spirito che il gruppo di Rassemblement Valdôtain ha perseguito l’approvazione della legge, convinti che con determinazione e partecipazione la Valle d’Aosta potrà diventare un modello virtuoso di invecchiamento attivo.
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