Venerdì sera 22 novembre, presso il salone pluriuso di Quagliuzzo, nei pressi di Ivrea, si è svolto un interessante confronto sul tema: “Alpi: ostacolo o opportunità?”, con l’obiettivo di mettere a confronto rappresentanti di diverse realtà politiche e culturali per affrontare concretamente le problematiche della popolazione che vive sulla più importante catena montuosa europea.
L’incontro, organizzato dal Movimento Progetto Piemonte (MPP) in collaborazione con il Rassemblement Valdôtain, nonostante le condizioni climatiche poco favorevoli agli spostamenti, ha visto la partecipazione di una ventina di persone, che a vario titolo sono intervenuti nel dibattito.
Ad aprire l’evento è stato Massimo Iaretti, presidente del MPP, che ha sottolineato l’importanza del dialogo come conseguenza dell’intesa siglata con il Rassemblement Valdotain lo scorso maggio, in occasione delle Elezioni europee. Successivamente, sono intervenuti Roberto Luboz e Diego Lucianaz, che, oltre a tracciare l’evoluzione del movimento Rassemblement Valdôtain hanno richiamato i valori e l’attualità della Carta di Chivasso, un punto di riferimento per le comunità alpine, invitando anche a riflettere sulla insufficiente rappresentatività, sproporzionata rispetto all’estensione di territorio difficile da amministrare a causa delle ben note problematiche correlate alla montagna.
Altri importanti contributi sono giunti da Raffaele Costa (Noi per Pont), che ha evidenziato la necessità di rafforzare le Unioni montane per renderle più incisive, da Emiliano Racca (Liberi Elettori Piemonte), che ha fatto riferimento a modelli virtuosi adottati in Friuli, da Giuseppe Lauria (Movimento Indipendenza), che ha suggerito un approccio più ampio per affrontare le sfide alpine.
Assenti per causa di forza maggiore, hanno fornito il loro intervento scritto, Lucas Casati (Partito Popolare del Nord), che ha difeso il diritto delle Alpi all’autogoverno e alle necessarie pari opportunità per coloro che vivono e lavorano nelle Terre Alte e Roberto Demagistris (Grande Nord), che ha affrontato i problemi legati alla linea del Sempione.
Nonostante le diversità di vedute iniziali, correlate in particolare al provocatorio iniziale intervento in lingua piemontese da parte di uno dei relatori principali, il confronto si è svolto in un clima costruttivo per oltre un’ora e mezza. Iaretti, nelle conclusioni, ha auspicato che i presenti, oltre ad eventuali ulteriori personalità interessate, possano continuare a ritrovarsi per lavorare su punti e temi concreti ove ci possano essere convergenze di idee.




