Casinò de la Vallée: guardare al futuro, senza confondere i piani

Il Casinò de la Vallée non è soltanto una società partecipata della nostra Regione. È un pezzo rilevante dell’economia valdostana, soprattutto per la sua area turistica di riferimento, e rappresenta – che piaccia o meno – un nodo importante dell’offerta complessiva del nostro territorio. Senza indulgere a nostalgie o richiami ai fasti del passato, che non possono tornare perché i tempi e il mercato sono cambiati, occorre riconoscere che il futuro della Casa da gioco resta una questione strategica per la Valle d’Aosta.

Il concordato: una scelta difficile, l’unica strada percorribile

Quando, in un contesto complicato, si rese necessario assumere decisioni drastiche, la procedura concordataria fu – lo dissi allora e lo ribadisco oggi – l’unica strada percorribile. La rifarei esattamente nello stesso modo.

Non entro nel merito degli interventi che nei decenni precedenti avevano tentato di sostenere l’Azienda: su quelli giudicheranno la storia e gli elettori. Io posso rispondere soltanto delle scelte che ho compiuto, non di quelle altrui. E, a differenza di chi è sempre pronto a giudicare le decisioni degli altri, ritengo che ogni amministratore debba rispondere del proprio operato con serietà e trasparenza, senza scaricare responsabilità o riscrivere i fatti a posteriori.

Le indagini di questi giorni: non confondiamo i piani

Le indagini in corso – che coinvolgono comportamenti personali e presunti reati di natura individuale, sui quali la giustizia farà piena luce – non devono distogliere l’attenzione dalla questione di fondo: il futuro industriale, organizzativo e strategico della Casinò de la Vallée.

La Casa da gioco è, e rimane, una realtà di gestione privatistica. È quindi un grave errore sovrapporre l’eventuale responsabilità penale di singoli a una valutazione complessiva dell’Azienda.

Se qualcuno ha agito in modo illecito, ne risponderà personalmente.

Ma il destino dell’Azienda, della sua struttura e del suo ruolo nell’economia valdostana deve essere valutato su basi oggettive, industriali e di mercato. Confondere comportamenti individuali e strategia aziendale significherebbe fare un danno alla comunità valdostana, al futuro economico dell’Azienda.

Reputazione, controlli interni e responsabilità 231/01

Proprio per questo è fondamentale che la reputazione e l’integrità del sistema dei controlli interni della Casinò vengano non solo tutelate, ma dimostrate con chiarezza. Lo impone il buon senso, lo impone la responsabilità verso i valdostani, e lo impone il quadro normativo del D.Lgs. 231/2001.

Oltre ciò che emerge dai giornali, ciò che conta davvero è che il modello organizzativo, i controlli, la compliance e la “tenuta morale” dell’Azienda risultino pienamente integri. La Casa da gioco è un’Azienda “speciale”, soggetta a rischi peculiari e a un regime normativo molto stringente. Per questo la trasparenza dei processi, la robustezza dei controlli e l’autonomia gestionale sono fondamentali per la sua credibilità.

Nei prossimi mesi: scelte strategiche, non reazioni emotive

I prossimi mesi saranno decisivi. Sono già disponibili materiali, analisi e approfondimenti significativi – penso al lavoro condotto da EY e da Grimaldi | Alliance – che offrono una base solida per individuare una soluzione credibile, efficiente e, soprattutto, realmente percorribile. Un percorso già avviato in IV Commissione, ma che richiederà ulteriori approfondimenti e momenti di confronto.

Questa è la sfida autentica: scegliere, finalmente e con responsabilità, quale ruolo dovrà avere la Casinò nella Valle d’Aosta dei prossimi anni. Senza illusioni, senza nostalgie e senza strumentalizzazioni di qualsiasi natura.

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